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La Zone
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Fino alla metà del XX secolo le città si sono evolute secondo una relazione tra gli spazi pubblici e privati che praticamente derivava dall’antichità; oggi assistiamo all’imporsi di un nuovo paradigma che é quello del consumo e, di conseguenza, dei luoghi dove si espleta questa attività : i centri commerciali, quanto di meno ‘architettonico’ ci possa essere, ciò non di meno sono l’espressione più presente dei nostri tempi, enormi contenitori che all’interno sono dotati di una superficiale e temporanea brillantezza pronta a trasformarsi alla prima mutevole esigenza di cosmesi architettonica, costruiscono una visione disarticolata degli spazi. Enormi contenitori che appaiono come dei giganteschi parallelepipedi a loro volta circondati da immensi slarghi, anch’ essi disarticolati, che sono i parcheggi, le aree di scarico merci, i sottoponti dei cavalcavia che servono per raggiungerli. Le metropoli si stanno definendo attraverso questi spazi ed é compito di chiunque decida di dedicarsi a questo fenomeno tenerli nel debito conto, poiché la qualità della città contemporanea sembra localizzarsi più nello spazio tra le cose che non nelle cose stesse, nelle zone ‘non volumetriche’ ma non per questo non architettoniche.
Bisogna dunque interrogarsi sulle nuove strutture insediative e rendersi conto dell’inadeguatezza delle categorie tradizionali per fornire un senso a questi eventi formali, per tentare di dargli un qualche ordine possibile. Questo lavoro abbraccia un periodo di tre anni e si é svolto concentrando l’attenzione su una cittadina di una delle più ricche provincie di Francia assunta come significativo esempio di un processo che nelle metropoli assume dimensioni maggiori ma che qui é più facile individuare grazie all’estensione inferiore del territorio. In questa zona conosciuta anche come “Granaio di Francia”, dove lo sviluppo economico é diffuso, il proliferare di questi centri commerciali risulta in tutta la sua evidenza, anche estetica, in un panorama pianeggiante che ne esalta la visibilità che un tempo fu quella della vicina cattedrale di Chartres. |