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Derive Urbane
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“ Inutilmente, magnanimo Kublai, tenterò di descrivertila città di Zaira dagli alti bastioni. Potrei dirti diquanti gradini sono le vie fatte a scale, di che sestosono archi dei porticati, di quali lamine di zinco sono ricoperti i tetti; ma so già che sarebbe come non dirti nulla. Non di questo é fatta la città, ma di relazioni tra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato....”
Italo Calvino La città contemporanea appare caotica e priva di senso rispetto alla città storica. I nuovi comportamenti sociali, la natura e l’utilizzo della città, la pratica dei luoghi urbani non sembrano descrivibili attraverso le categorie consolidate. L’estensione del territorio urbano al di là dei confini “naturali”dati dal divenire territorio rurale, esprime l’indeterminatezza del concetto di città. La terminologia appare inadeguata; morfologia urbana, tipologia insediativa sono categorie che non trovano più corrispondenza nella realtà dell’urbanizzato recente o almeno non ne esauriscono il significato. La stessa difficoltà nel denominare il fenomeno (metropoli, megalopoli, citta diffusa) é sintomo della difficoltà di approccio. Il dominio delle infrastrutture, la proliferazione degli edifici di grande dimensione, il continuo sorgere di “ centri alternativi “ al centro consolidato dell’antica città sono tutti indicatori di una realtà in profonda trasformazione. Siamo di fronte ad una fase di transizione; da un sistema di segni, codici non più sufficienti ad esprimere la realtà che ci circonda ad un nuovo linguaggio con tutto quello che, in termini di instabilità semantica, questo passaggio comporta. La sfida é dunque nella ricerca di un metodo interpretativo, di un modello che permetta di cogliere le articolazioni che i sensi percepiscono ed organizzarle in un sistema di segni utili per la definizione di un nuovo progetto urbano. Se le analisi sulle tipologie insediative funzionano bene per le città consolidate (comprendendo anche la periferia degli anni ‘50 e’60) si manifestano incapaci di fare fronte alle nuove forme di edificazione della città diffusa. Occorre quindi spostare l’attenzione sugli elementi che costituiscono la nuova natura del territorio urbanizzato; “Una logica che non impone un nuovo ordine ex nihilo ma che si sforza invece,a seconda dei casi,di portare alla luce un ordine segreto per conferirgli un orientamento e potenziarlo, oppure di unificare gli elementi sparsi, antichi e nuovi, dando un senso al loro insieme” (Koolhaas,1998). |